Si è svolta il 29 luglio, presso l’ITI “G.M. Angioy” di Sassari, la tavola rotonda nazionale promossa dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici sulla riforma dell’istruzione tecnica in fase di applicazione (DM 29/2026). L’incontro — moderato dal prof. Vincenzo Culotta, con la relazione del prof. Giansalvo Gusinu e i saluti della dirigente scolastica prof.ssa Rossella Deprado — ha riunito, in presenza e da remoto, docenti e rappresentanti sindacali anche in pieno periodo di ferie estive. Numerose le criticità emerse. Il modello proposto riduce le ore delle discipline di base e di specializzazione: viene tagliata un’ora di Italiano proprio in quinta, alla vigilia dell’Esame di Stato. Aumentano le ore degli Insegnanti Tecnico-Pratici senza nuove risorse per i laboratori, di fatto rendendo impraticabile la didattica laboratoriale. Le classi di concorso ITP diventano “atipiche”, con il rischio che un docente formato in Fisica venga assegnato ai laboratori di Chimica, con evidenti implicazioni per la sicurezza propria e degli studenti. Crescono le ore CLIL dalla terza, ma mancano docenti certificati. Mancano inoltre linee guida e libri di testo per le nuove discipline, a partire dalle prime dell’a.s. 2026/2027. Forte preoccupazione per l’anticipo della Formazione Scuola-Lavoro alla seconda: studenti troppo giovani per l’azienda e nodi irrisolti sulla sicurezza, su cui attendiamo la parola di RSPP e RLS. Denunciata anche l’assenza di un’analisi costi-benefici dei percorsi FSL (ex PCTO, ex ASL). I nuovi quadri orari, infine, non consentono di comporre cattedre che garantiscano la continuità didattica. Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il ruolo strategico che gli istituti tecnici svolgono nel sistema universitario italiano. Una riduzione della qualità e della quantità delle competenze acquisite durante il percorso quinquennale rischierebbe di produrre effetti negativi anche sul sistema universitario e produttivo nazionale. Un punto è stato ribadito con forza: la scuola deve formare cittadini consapevoli e dotati di pensiero critico, non operai iper-specializzati. Le stesse imprese, per voce di Confindustria, chiedono lavoratori flessibili e adattabili al mercato. La Rete ricorda il parere negativo del CSPI e chiede di evitare di scivolare verso una “scuola all’americana” a due velocità. Perplessità anche sull’attuazione a costo zero: se nulla si perderebbe rinviando, perché tanta fretta? Netta la posizione dei sindacati. La FLC CGIL (Annalisa Porcu) ribadisce la contrarietà per i tagli agli organici e alle materie di base, denunciando una scuola piegata agli interessi privati. La CISL Scuola (Vincenzo Culotta) condivide gli obiettivi generali ma chiede la correzione delle criticità del DM 29/2026. La UIL Scuola (Federico Fadda) mantiene un giudizio negativo sull’intero impianto. L’ANIEF (Giuseppe Puccio) chiede una riforma costruita “dal basso”, con i docenti e il personale della scuola. La Rete Nazionale degli Istituti Tecnici annuncia il proseguimento della mobilitazione e nuovi momenti di informazione pubblica.

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