“Non pioverà più” è un romanzo che si muove sul sottile crinale tra memoria e dolore, tra rinascita e abisso. Giovanni Loriga costruisce una storia intimista, profonda e stratificata, in cui la parola scritta si fa strumento di salvezza e condanna allo stesso tempo. Protagonista è Bruno Riccardi, scrittore di successo segnato da una tragedia familiare: la morte del figlio, evento che incrina il rapporto con la moglie Carla e lo precipita in un’esistenza fatta di solitudine, rimpianto e silenzio creativo.
Tre anni dopo, Riccardi tenta di rialzarsi, di tornare a scrivere, cercando voci e storie nella sua città. È così che incontra il signor Lupini, figura apparentemente marginale ma centrale per lo sviluppo narrativo. I due uomini, uniti da segreti non inconfessabili ma neanche facilmente trasmissibili, intraprendono un percorso di confronto e specchio reciproco. Il loro rapporto, segnato da incomprensioni e riavvicinamenti, assume una tonalità quasi filiale: Lupini, burbero e affilato, si rivela un padre non dichiarato, mentre Riccardi cerca in lui qualcosa che va oltre la narrazione.
Giovanni Loriga scrive con una prosa visiva, quasi cinematografica, segno di una formazione contaminata da ambienti artistici e narrativi differenti. Non è un caso se è stato allievo di quella New York Film Academy che ha sfornato tanti talenti. In questo romanzo d’esordio la pioggia è un personaggio a parte, una presenza ricorrente che diventa metafora del lutto, del tempo sospeso e dell’elaborazione del dolore. Ogni goccia è una lacrima, ogni pausa è un pensiero non detto.
La struttura del romanzo è scarna ma potente, non sempre lineare ma coerente emotivamente. I dialoghi sono taglienti, realistici, mai compiaciuti. Il romanzo non indulge nel sentimentalismo, ma sceglie la via della verità cruda, quella che spesso si cela nelle relazioni autentiche, nei silenzi e nelle parole che fanno male. Per uno scrittore questo significa coraggio e onestà intellettuale che vanno riconosciuti.
“Non pioverà più” è una riflessione sul perdono, sulla possibilità di tornare a vivere e sulla necessità di trovare qualcuno che ascolti. Un’opera già matura, non scritta di getto, sofferta e revisionata quanto basta. Un testo che invita a guardare in faccia il dolore senza compiacersi di esso. Una lettura che resta.
Oratio Fletcher
GIOVANNI LORIGA
Non pioverà più
AFFIORI Editore
