VERBA MANENT di Andrea Deiana

L’Odissea delle scuole sassaresi

Scena Prima. Interno giorno. Sassari. Scuola elementare di Via Civitavecchia. La classe ospita al suo interno una lezione. La maestra indica agli alunni una lavagna sudicia dalla base arrugginita. Le prese della luce penzolano dal muro, le pareti sporche, le finestre oscurate dalle grate. L’ambiente è oppressivo, i bambini della prima appaiono spaesati. Scena seconda. Interno giorno. Sassari. Scuola elementare di Via Civitavecchia. La classe ospita al suo interno una

Sassari turistica?

Sarei curioso di sapere quanti tra di voi si sono posti, almeno una volta nella propria vita, la seguente domanda: “Perché Sassari non è una città turistica?” Io confesso di averlo fatto più volte (della qual cosa mi dolgo), in particolare di ritorno da viaggi spesi in località talvolta meno suggestive e più avare di storia rispetto alla nostra bistrattata città. Ciò che colpisce non è tanto la cronica penuria

Si può fare

Non è cosa semplice per Sassari City elogiare, dato che piuttosto risulta certamente più consona alle nostre urlanti corde vocali denunciare le troppe situazioni critiche del nostro territorio.

Cappellacci

L’ultima illusione in termini cronologici della giunta Cappellacci si chiama “zona franca”. Si tratta di un inganno alimentato da certa stampa amica che gioca ancora una volta sulla condizione di disperazione dei sardi.